Sono Paola Romano, Assessore della Città di Bari alle Politiche educative giovanili, Università e Ricerca, Politiche attive del Lavoro, Fondi Europei.

C’è una frase scritta da Cesare Pavese all’inizio del suo romanzo “La luna e i falò” che mi porto da sempre dietro: “crescere è tutto”.

Ho 33 anni e avuto la fortuna di nascere e crescere a Fesca-San Girolamo, fortuna perché tra le persone che vivono in quartiere popolare si sviluppa un forte senso di comunità che porta ognuno ad aiutarsi e a sostenersi. È un qualcosa che ti entra dentro, non ti abbandona più neanche quando diventi grande, e ti porta a relazionarti alle persone in modo diverso, senza dare nulla per scontato, prestando sempre ascolto.

A San Girolamo ho imparato a stare tra la gente e l’ho fatto grazie ai miei genitori, entrambi insegnati, che mi hanno fatto capire che conoscere l’altro, saper rispettare le differenze che ci caratterizzano è in ogni caso un elemento positivo che permette a ognuno di noi di crescere e migliorarsi.

E l’ho imparato anche grazie a mio nonno barista con cui giocavo a fare i conti sul bancone, nel suo bar in via Dalmazia, in un altro quartiere caratteristico di Bari, che qualcuno, molti anni più avanti, avrebbe denominato “Repubblica Indipendente di Madonnella”. In quel bar la gente entrava e usciva continuamente e lui distribuiva a tutti i suoi sorrisi e la sua comprensione per chi sembrava in difficoltà.

Ecco cosa vuol dire per me far parte di una comunità: imparare a conoscere le persone e aiutarle nei momenti duri e soprattutto credere nell’impegno personale finalizzato alla crescita del collettivo.

Le conquiste, i miglioramenti, le vittorie sono tali solo se le puoi condividere con un gruppo. Un aspetto questo che ho capito sia durante gli anni del liceo, dove ero rappresentate di classe, sia durante l’attività politica che ho iniziato a praticare fin da giovane.

È stata proprio la voglia di avere un partito vicino alle persone a portarmi a iscrivermi nel 2007 al Partito Democratico e a partecipare alla redazione dello Statuto. Sono una “nativa democratica” e lo dico con orgoglio perché nonostante gli alti e bassi che negli anni il partito ha vissuto, il PD ha aperto le porte a tante ragazze e tanti ragazzi desiderosi di fare politica.

Tante persone che hanno deciso di metterci la faccia e di impegnarsi per le propria comunità. Lo stesso impegno con cui nel 2014 ho affrontato la candidatura al Consiglio Comunale a supporto di Antonio Decaro come Sindaco di Bari. È stata un’esperienza esaltante a cui poi è seguita una grande responsabilità: quella di ricoprire il ruolo di Assessore alle Politiche Giovanili, Università e Ricerca, Politiche Attive del Lavoro e Fondi Europei.

In questi anni al servizio della mia città ho cercato di mettere in pratica tutto quello che ho imparato durante il mio percorso di vita e di studi, che mi hanno portato anche fuori da Bari, per poi tornare qui e conseguire il titolo di avvocato. L’aver studiato legge mi ha permesso, infatti, di affrontare le questioni, e i problemi che un Assessore si trova a dover gestire, senza mai aggirare l’ostacolo e tenendo sempre a mente il rispetto delle regole e dei diritti delle persone. Il resto lo ha fatto la mia determinazione, o se preferite testardaggine, nel voler raggiungere degli obiettivi per il bene e nell’interesse di tutta la città.

La stessa determinazione che adesso mi spinge a continuare l’impegno per la città di Bari e a ricandidarmi, perché so che possiamo fare ancora tanto per continuare a crescere e rendere Bari migliore.